venerdì 9 dicembre 2011

¿Tale figlia, tale padre?

Antefatto: sabato scorso alla Feria Internacional del Libro de Guadalajara durante una conferenza stampa veniva chiesto a Enrique Peña Nieto --candidato del PRI (Partido Revolucionario Institucional) alle presidenziali 2012--  quali tre libri lo avessero segnato. 

Colto alla sprovvista (perché che vuoi che ti chiedano a una feria del libro), Peña Nieto è entrato nel panico, ha assicurato che la Bibbia, della quale ha letto solo alcuni passaggi, è stata importante per la sua crescita, ha confuso titoli di libri e autori e si è arrampicato sugli specchi per cinque lunghissimi minuti. 

Il video della gaffe ha cominciato a circolare senza sosta nel web e tutti i principali programmi televisivi e radiofonici hanno ironizzato sulla defaillance del politico messicano. Come se non bastasse, il giorno dopo la figlia quindicenne del candidato priísta, Paulina Peña Pretellini, rispondeva personalmente alle beffe retweetando i saluti che il suo fidanzatino mandava a quei pendejos (coglioni) "proletari" che avevano criticato il papà.

Al ché lo scrittore e filosofo Héctor Zagal non ci ha più visto e ha scritto una lettera aperta a Paulina che pubblico qui sotto (per qualunque dubbio, c'è google translator), nella quale le dice, tra le altre cose: "Mi spaventa che tu abbia utilizzato l'espressione "proletari" come un insulto. Ti giustifico per essere arrabbiata per il fatto che tuo padre sia stato deriso, ma non giustifico il fatto che parli con disprezzo dei  lavoratori e degli operai". E ancora: "Tuo padre, che ha letto la Bibbia, ti potrà ricordare una frase di Gesù nel Vangelo: 'Poiché dall'abbondanza del cuore la bocca parla'. Senza volerlo, con le tue parole hai rivelato il tuo essere classista. Disprezzi il lavoro manuale. Sottovaluti chi si mantiene con i propri sforzi. ¡Che tristezza che questo è il pensiero di un candidato presidenziale!"
No tengo el gusto de conocerte personalmente. No sé cómo eres, desconozco tus cualidades, tus aficiones, tus intereses. Entiendo tu molestia al escuchar las críticas a tu padre, Enrique Peña Nieto. Son gajes del oficio. Deberás irte acostumbrando a los ataques contra él. En una democracia, la crítica es un ejercicio fundamental. Tu padre es una figura pública y, por ende, sus actos serán juzgados con rigor. “¿Por qué son tan duros con él?”, te preguntarás. Bueno, los funcionarios públicos ganan mucho dinero. 
Hay miles de personas dispuestas a sufrir críticas y cuestionamientos con tal de figurar en la nómina oficial. El sueldo bien vale esos golpes. ¿No?
Pero no es de tu padre de quien quiero hablar, sino de ti. ¿Te confieso algo? Me aterra que hayas utilizado la expresión “hijos de la prole” como un insulto. Insisto, es disculpable que te enfades por la burla hacia tu padre. No me asustaría que los llamaras “babosos”, “tontos”. Es más, no le preocupa el que nos hayas llamado “pendejos”. En cambio, no se puede excusar tu menosprecio a los hijos de los trabajadores, de los obreros.
¿Oíste del escándalo de las Ladies de Polanco? Descalificaron a un policía llamándolo “asalariado”. Algo similar hiciste tú: descalificas a la mitad del país por su condición social. ¿Qué tiene de malo ser hijo de un obrero? Sabes, yo soy nieto de un minero, un proletario. No me da vergüenza decirlo. ¿Te avergonzarías de tu padre si fuese un vendedor de tamales o un plomero?
Tu padre, que ha leído la Biblia, te puede recordar una frase de Jesús en el Evangelio: “De la abundancia del corazón, hablará la boca”. Sin pretenderlo, con tus palabras has revelado tu clasismo. Desprecias el trabajo manual. Minusvaloras a quienes se mantienen con su esfuerzo. ¡Qué tristeza que así piense la hija de un candidato presidencial!
“Hijos de la prole” son, en efecto, quienes estudiaron en escuelas públicas, quienes utilizan el metro, quienes no comen cortes argentinos y quesos españoles, quienes no utilizan zapatos de miles de pesos, quienes no se atienden en el hospital ABC, quienes no viajan en helicóptero. Los hijos de la prole, por el contrario, deben hacer largas horas de filas en las clínicas del seguro social, deben comer carbohidratos (tortillas), deben estudiar en salones sin computadoras, deben apretujarse en los transportes públicos. Los hijos de la prole, querida Paulina, ganan en un año lo que tu padre gana en una semana.
Cuando leas estas líneas has el siguiente ejercicio. Revisa lo que llevas puesto encima: perfume, cremas, desodorante, ropa, zapatos, celulares, aretes. Suma el total. ¿Sabes que traes encima más de lo que una indígena gana durante un año de trabajo duro?
Paulina, me da terror que pienses así. Tu lapsus reveló tu “realidad”: vives en una burbuja color de rosa. “Hijos de la prole” no es un insulto, sino un título honorable. Este país, que tu padre aspira a gobernar, depende de los obreros, de los campesinos, de los empleados, depende de esas personas a quienes menosprecias. 
Ojalá este gravísimo desliz, no sea fruto de la educación que recibiste en casa. Ojalá y sea culpa tuya, fruto de tu arrogancia (tan propia, eso sí, de la clase alta mexicana). ¿Qué será de México si lo llega a gobernar una persona que desprecia al proletariado?
Mira Paulina, me parece que por tu bien, debes inscribirte en una escuela pública, reducir tu escolta al mínimo, tomar el metro en horas pico, y ponerte a trabajar. Por si no lo sabes, muchos de los “hijos de la prole” se pagan sus estudios con su trabajo: los hay campesinos, vendedores, obreros. Algunos trabajan desde niños. 
Paulina, haz puesto en riesgo el futuro político de tu padre. Pero lo que es más grave: pones en peligro en riesgo el futuro de México.
Gracias Pau Pau, ahora ya sabemos lo que realmente piensa tu padre y como define con desprecio al Pueblo y Pais que quiere gobernar; o mas bien acabar de fregar. Ahora si "proletariados" voten por este padre orgulloso de la educacion que imparte en casa!

domenica 13 novembre 2011

Da grande voglio fare...

"Ti piace il lavoro di tua madre?" chiedo alla figlia treenne della mia collega (scrittrice, cineasta, folle ragazza madre di 44 anni) mentre questa sta cercando di scrivere alla svelta un testo prima che ci chiamino dalla radio per fare la rassegna della giornata a Oaxaca. È da una settimana che stiamo trasmettendo da questa città che si è trasformata in un centro culturale grazie a NovO 2011, un festival di letteratura, cinema, musica e pittura contemporanea. Lei ci pensa un attimo prima di rispondere.
"Sì..."
"E tu? Che cosa vuoi fare da grande?"
"Io da grande voglio portare al parco mia figlia!"
"[...]" 


giovedì 9 giugno 2011

Le vite degli altri

A pochi chilometri da questo pueblo, nei pressi di un rio, si trova un ristorante a conduzione familiare dove andiamo spesso a pranzo dopo la trasmissione, di quelli che ti offrono giusto un paio di scelte culinarie a base di pesce - alla griglia o arrosto. 

Ieri la proprietaria - una signora umile e generosa di nome Guadalupe - mi fa: "Loto, come si intitola il film di cui parlavi l'altro giorno in radio? Le vite... qualcosa" "Le vite degli altri" "Ecco, vorrei vederlo. Mi segni il titolo per favore e mi raccomandi qualche altro film?" 

È la cosa più bella che mi sia successa da quando ho iniziato il mio spazio di musica e cinema in radio.


sabato 16 aprile 2011

Ocean Star Titanic

Nell'ultima settimana non si è fatto altro che parlare dell'arrivo al piccolo porto di Santa Cruz dell'Ocean Star Pacific, la prima nave da crociera messicana ad operare sulla riviera del Pacifico e collegare la corrotta e pericolosa Acapulco alla paradisiaca e pigra Huatulco. In occasione di quello che si preannunciava l'evento della stagione, ieri ¡La Voz de la Noticia! ha trasmesso dalla terrazza del ristorante café che patrocina il mio spazio in radio. Da lì io e il negro avevamo la vista sulla Ocean Star Pacific attraccata al molo nella magnifica baia di Santa Cruz. Certo, al fianco della Celebrity Infinity la più piccola Ocean Star Pacific faceva un po' una figura barbina, ma a nessuno deve essere venuto in mente di organizzare lo show in un giorno in cui non erano previsti altri arrivi... Tuttavia la Corporación de Cruceros Nacionales SA, la compagnia messicana proprietaria della nave, avrebbe ancora potuto salvarsi la faccia se non fosse che...

Questa mattina mi è arrivato un messaggio dal negro in cui mi informava che nella notte un piccolo e apparentemente innocuo incendio scoppiato in sala macchine ha causato l'interruzione dell'energia elettrica. La Ocean Star Pacific ha smesso di navigare - nel suo rientro ad Acapulco - mentre si trovava a due chilometri dalla costa, al largo di Bahía San Agustín, praticamente a mezzora da qui. A bordo ci sono 1200 passeggeri e 450 uomini dell'equipaggio che in questo momento sono in attesa di essere riportati su terra ferma... 

Reginette del caffè

Pluma Hidalgo


Pluma Hidalgo è in cima della Sierra de Oaxaca, circondato da una foresta tropicale con cascate, colombi, gazze e tucani che abbellire il paesaggio, mentre la parte superiore del paese è coperto di nuvole basse.

Eccitato dalla descrizione di un amico che viaggiava con quei dollari di anni fa, siamo andati al Pacifico per trovare Pluma Hidalgo, circa 200 km da Oaxaca a Puerto Escondido, nei pressi di Pochutla, una città polverosa vivace ora diventano importanti centro commerciale che collega la costa per le montagne e le valli di Oaxaca e San Pedro El Alto.

Era Domenica e iniziato la giornata brillante come siamo andati in montagna attraverso piccoli borghi come San Roque e San Jose Chacalapa, dove si legge che un miglio è un sito di ecoturismo con piscina e hotel, ma il paesaggio tipico messicano ci distrae dai lettura. Inoltre, una donna con vestiti appena lavati e la testa cammina lentamente lungo il fiume. Le foreste tropicali stanno andando in giro per la strada e tutto appare pulito e tranquillo, appena il motore della nostra auto rompe il silenzio del luogo.

Pluma Hidalgo se encuentra en lo alto de la Sierra de Oaxaca, rodeado por un bosque tropical con cascadas, palomas, urracas y tucanes que embellecen el paisaje, en tanto la cima el pueblo se cubre de nubes bajas.

Entusiasmados por la descripción de un amigo que viajó por esos lares años atrás, nos dirigimos hacia el Pacífico para encontrar Pluma Hidalgo, a unos a 200 km de Oaxaca rumbo a Puerto Escondido, cerca de Pochutla, un pueblo activo y polvoriento convertido ahora en importante centro comercial que une la costa con la sierra y los valles oaxaqueños y de San Pedro El Alto.

Era domingo y comenzaba el día luminoso mientras nos adentrábamos a la sierra pasando por pequeños pueblos como San Roque y San José Chacalapa, donde leemos que a un kilómetro hay un sitio de ecoturismo con alberca y hotel, pero el paisaje típico mexicano nos distrae de la lectura. Más allá, una mujer con la ropa recién lavada y sobre la cabeza camina lentamente a lo largo del río. Los bosques tropicales van rodeando la carretera y todo aparece limpio y tranquilo, sólo el motor de nuestro auto rompe el silencio del lugar.

EN PLENO CAMINO
Prima di raggiungere boom del caffè della città ci sono ancora molte città e borghi, aziende agricole e El Vergel, San Juan Copalita, El Trapiche, La Guadalupa, dove la foresta si estende da 1 600 m sul livello del mare a 400 metri. Frutta, agrumi e alberi di banane linea mentre gli uccelli, che si distinguono per il loro colore blu, lunga coda e un ciuffo coronamento loro teste, soffermandosi sul vento che passa attraverso il fogliame verde. Le piantagioni di banane ampia indicano che la coltivazione, oltre a caffè, anche questo è molto importante.

Infine abbiamo Candelaria Loxicha a deviare verso Pluma Hidalgo e internato nel fango. Questa città si trova il caffè 1 340 m ed è stata fondata nel 1870. E 'stata la prima area bar aperti nella regione costiera. Si dice che la gente Pochutla Miahuatlan e si è avventurato in queste montagne dalle interessanti condizioni di terreno e del clima, della vegetazione e della temperatura, caratteristiche importanti che si riferiscono a queste colture. Così le prime piantagioni sono state stabilite, ma con il tempo, e a causa della crisi internazionale del caffè, le fattorie sono state abbandonate e inghiottite dalla giungla.

Antes de llegar al poblado cafetalero de Pluma hay aún numerosos pueblos y rancherías, fincas como El Vergel, San Juan Copalita, El Trapiche, La Guadalupe, en los que la selva se extiende desde los 1 600 m de altitud hasta los 400 msnm. Frutales, limoneros y platanales se alinean mientras las aves, que llaman la atención por sus colores azules, cola larga y un mechón coronando sus cabezas, atraviesan el viento deteniéndose sobre el verde follaje. Las amplias plantaciones de plátanos indican que su cultivo, aparte del café, es también aquí de gran importancia.

Finalmente llegamos a Candelaria Loxicha para desviarnos hacia Pluma Hidalgo e internarnos en la terracería. Este municipio cafetalero se ubica a 1 340 msnm y fue fundado en 1870. Fue la primera zona de café abierta en la región de la costa. Se dice que la gente de Miahuatlán y de Pochutla incursionó en estas montañas por las atrayentes condiciones del terreno y el clima, la vegetación y la temperatura, características importantes que se relacionarían con estos cultivos. Así se fundaron las primeras plantaciones, pero con el tiempo, y debido a la crisis internacional del grano, las fincas fueron abandonadas y tragadas por la selva.

Tuttavia, il caffè è la varietà chiamata piuma messicano di fama internazionale per il suo aroma pungente e distintivo. La qualità del terreno e delle condizioni ecologiche del bacino idrografico Copalita consentire coltura ottimale che copre 50 000 ettari, in aggiunta alla brezza marina dalla costa contribuisce alla qualità, dal momento che la zona ha un numero di molle consentendo un processo a umido di ciascuna azienda agricola.

Come una pianta, il caffè previene l'erosione, la "cravatta"il sole e fertilizzanti arricchiti nella stessa regione. Purtroppo, il passo abituale di uragani e di un terremoto di 6 ° nel 1998 ha danneggiato la regione, spingendo da qualche tempo una situazione difficile per gli agricoltori della Pen.

No obstante, el café denominado pluma es una variedad mexicana de gran reconocimiento internacional por su aroma penetrante y distinguido. La calidad de la tierra y las condiciones ecológicas de la cuenca del río Copalita permiten un cultivo óptimo que abarca las 50 mil ha, además de que la brisa marina de la costa contribuye a la calidad, pues la zona cuenta con una serie de manantiales que permiten un proceso húmedo en cada rancho.

Como planta, el cafeto evita la erosión, “amarra” el sol y enriquece los abonos de la misma región. Desafortunadamente, el paso habitual de los huracanes y un sismo de 6° en 1998 perjudicó la región, lo cual trajo desde hace algún tiempo una situación difícil para los campesinos de Pluma.

Tuttavia, qui la vegetazione ha il vantaggio di recuperare in fretta. Pluma Hidalgo è considerato il polmone della zona bassa di Huatulco e fornisce acqua a Pochutla e Huatulco. El Niño ha portato a una siccità che durò fino al giugno 1999 e portato a un calo della produzione di caffè quasi il 50%, che ha causato una parte della popolazione è emigrato negli Stati Uniti e in altre città vicine e lontane Oaxaca e lo stesso Pochutla.

Pluma Hidalgo ai lavoratori subordinati del lavoro raccolto dalla valle centrale e la popolazione raddoppia, si parla di cinque persone in più che vengono a lavorare nella raccolta del caffè.

Sin embargo, aquí la vegetación tiene la ventaja de recuperarse rápidamente. Pluma Hidalgo es considerado el pulmón de la zona baja de Huatulco y surte de agua a Pochutla y a las Bahías de Huatulco. El Niño dio lugar a una sequía que se prolongó hasta junio de 1999 y trajo como consecuencia una baja en la producción del café de casi 50%, lo cual provocó que una parte de la población haya emigrado a Estados Unidos y a otras ciudades lejanas y cercanas como Oaxaca y el mismo Pochutla.

Durante la cosecha Pluma Hidalgo emplea mano de obra de trabajadores provenientes del valle central y la población se duplica; se habla entonces de otras cinco mil personas que vienen a trabajar en el corte de café.

DESTRÁS DE LAS LEYENDAS
Non pochi di questi hanno fatto la storia di questa città. Per alcune abbiamo parlato con Lucio Ortega Lujan, che a 92 anni ed i ricordi nei suoi occhi che il posto è stato nominato per il liberatore Pluma Hidalgo Hidalgo, che è andato lì, ha lasciato la sua penna di punta. Dopo il silenzio, dicendo riparazioni Lucio è lì "in collina più alta, dove si mette un tag identico a quello della penna."

Ma non solo la storia di date e nomi, le tradizioni si intrecciano con storie e leggende tramandate di generazione in generazione, come la donna con le gambe Matlacíhuatl tacchino, che riprende, tra i popoli della lingua spagnola L'antica storia di La Llorona, le cui origini sono basati nel XVI secolo, quando i conquistadores attaccato il popolo azteco-Nahua del Messico, ma i ricercatori dicono che è ancora più antiche. E 'una, la storia storia o leggenda la metafora del fiume della vita che diventa il fiume della morte. Il protagonista è un fiume donna fertile e generosa, creando dal proprio corpo è povera e di una bellezza particolare, ricco di anima e spirito.

No pocas de éstas han conformado la historia de este poblado. Para conocer algunas hablamos con Lucio Luján Ortega, quien a sus 92 años y los recuerdos en los ojos cuenta que al lugar se le denominó Pluma Hidalgo porque el libertador Hidalgo, quien pasó por ahí, dejó su emblemática pluma. Después de guardar silencio, Lucio repara diciendo que es allí “en el cerro más alto, donde se pone una nube idéntica a esa pluma”.

Pero no sólo la historia se hace de datos y nombres, las tradiciones se tejen con cuentos y leyendas que pasan de una a otra generación, como la de la Matlacíhuatl, mujer con patas de guajolote, que retoma, entre los pueblos de la lengua española, la antiquísima historia de La Llorona, cuyos orígenes se asientan en el siglo XVI, cuando los conquistadores atacaron la población azteca-náhuatl de México, aunque los investigadores aseguran que es todavía más antigua. Es una historia, cuento o leyenda sobre la metáfora del río de la vida que se convierte en el río de la muerte. La protagonista es una mujer-río fértil y generosa, que crea a partir de su propio cuerpo; es pobre y de una belleza particular, rica de alma y de espíritu.

De La Llorona è conosciuto diverse versioni, ma l'essenza è che mi dispiace che vaga nella notte in cerca dei figli smarriti. Il Matlacíhuatl di Pluma Hidalgo è la donna con le gambe di tacchino e un abito bianco con un cappello che vola in aria. Egli appare di notte lungo il fiume, si ferma per portare l'acqua a catinelle, le unità e le unità con la sua presenza che passano da essa, una curva della strada di Loxicha a Pluma Hidalgo. Tutti i suoi abitanti sono consapevoli di quella curva, e, naturalmente, non hanno il coraggio di attraversare di notte, perché lui ha fatto, dicono gli indigeni, è scomparso.

De La Llorona se conocen diversas versiones, pero la esencia es ese lamento que vaga por las noches en busca de los hijos perdidos. La Matlacíhuatl de Pluma Hidalgo es la mujer con patas de guajolote y vestida de blanco con un sombrero que vuela en el aire. Se aparece por las noches a lo largo del río, se detiene a traer agua en baldes, espanta y ahuyenta con su presencia a quien pase por ahí, una curva en el camino que va de Loxicha a Pluma Hidalgo. Todos sus habitantes saben de esa curva, y por supuesto, no se atreven a cruzarla de noche, pues quien lo ha hecho, dicen los nativos, ha desaparecido.

UN RECORRIDO FINAL
Torniamo alla città di Penna, con la sua piazza centrale e la chiesa della stessa dimensione per le case, le stradine strette che salgono e scendono che incombe su tutto, lamiere di copertura luminosa oltre il mercato con i mercanti che vengono da altri villaggi a vendono ortaggi, frutta e altre specie, guava, arance, banane, cacao e cioccolato, tra gli altri dei prodotti coltivati ​​nella regione.

L'interno della chiesa è apparso in tutto il suo splendore con i colori sgargianti delle vesti dei santi, rosso, bianco e blu immagini sul suo calvario con nuvole dipinte sopra l'altare, l'odore di incenso e di nardo, che portano il Sincretismo messicano.


Volvemos al pueblo de Pluma, con su plaza central e iglesia de dimensiones iguales a las casas; de calles estrechas que suben y bajan asomándose por doquier, techos brillantes de lámina de hierro, más allá el mercado con los mercantes que vienen de otras rancherías a vender legumbres, frutas y otras especies, guanábana, naranja, plátanos, cacao y chocolate, entre otros de los pro-ductos que se cultivan en la región.

El interior de la iglesia aparece en todo su esplendor con los tonos chillantes de los vestidos de los santos, rojos, blancos y azules, las imágenes en su calvario con las nubes pintadas en el altar, los olores de incienso y nardos, que trasportan al sincretismo mexicano.

Consiglia a chi viaggia attraverso il Pacifico, vicino a Huatulco e Puerto Escondido, da non perdere Pluma Hidalgo, una zona di caffè contadino, paesaggio interiore e leggenda, gente amichevole e bambini sorridenti, un villaggio di alta montagna dove dopo la pioggia nuvole si accoppiano in silenzio.


Recomendamos a quien viaje por el Pacífico, cerca de Huatulco o Puerto Escondido, que no olvide pasar por Pluma Hidalgo, una zona cafetalera de campesinos, de paisaje interior y leyenda, de gente amable y niños sonrientes, un pueblo en lo alto de la sierra donde tras la lluvia las nubes se engalanan silenciosas.


SI USTED VA A PLUMA HIDALGO
Prendere l'autostrada numero. 200 che va da Puerto Escondido a Huatulco. Circa 70 km da Puerto Escondido è un diritto da crociera, Puerto Angel, a sinistra, Pochutla, Oaxaca. Prendere l'uscita di Oaxaca attraverso il paese fino a raggiungere Pochutla Loxicha Candelaria, circa 45 km. Arrivando a prendere la deviazione Loxicha Pluma Hidalgo, circa 12 km di sporcizia in montagna. Si consiglia cautela durante la stagione delle piogge a causa della caduta di acqua che attraversano alcuni tratti di sporcizia.

Tome la carretera núm. 200 que va de Puerto Escondido a Huatulco. A unos 70 km de Puerto Escondido hay un crucero –derecha, Puerto Ángel; izquierda, Pochutla, Oaxaca–. Tome la desviación a Oaxaca pasando por el pueblo de Pochutla hasta llegar a Candelaria Loxicha, a unos 45 km. Al arribar a Loxicha tome la desviación a Pluma Hidalgo, unos 12 km de terracería hacia la sierra. Se recomienda precaución en temporada de lluvias debido a las caídas de agua que cruzan algunos tramos de la terracería.




Agricultura

Es la actividad más importantes en este municipio, sobre todo en el cultivo de café.

Explotación Forestal

Esta actividad se desarrolla únicamente para la comunidad.

Explotación Minera

Parte de la población se dedican a trabajar de obreros en la mina de Titanio.

Comercio

Se desarrolla en la comercialización del café.

venerdì 15 aprile 2011

Ambulante (y algo más)

Sei anni fa il produttore messicano Pablo Cruz, fondatore della Canana Films, e i suoi due associati - gli attori e registi Gael García Bernal e Diego Luna - hanno ideato Ambulante, un festival itinerante che porta i documentari in luoghi dove altrimenti difficilmente verrebbero visti. Quest'anno, per la prima volta da quando ha aperto i battenti nel 2006, Ambulante Gira de Documentales è giunto anche in questo piccolo pueblo di due pescatori e un cane che si estende con le sue nove baie lungo la costa del Pacifico sud, a un paio di ore dalla Puerto Escondido di Gabriele Salvatores. 

Il miracolo si è compiuto grazie agli sforzi del Chivo, il direttore delle relazioni pubbliche - di anni ventotto - che per riuscire a portare la cultura a Bahías de Huatulco si è impegnato a trovare tutti gli sponsor che coprissero i costi (60mila pesos) in modo che l'ayuntamiento comunal (il Consiglio comunale) si potesse permettere di ospitare questo prestigioso festival spendendo appena sette mila pesos. L'evento che ha segnato la tre giorni di Ambulante a Huatulco è stata la partecipazione di Peter Martin, co-produttore di uno dei documentari in mostra, Waste Land. Diretto da Lucy Walker, il film segue passo passo lo straordinario progetto del celebre artista brasiliano Vik Muniz mentre racconta le storie dei cosiddetti catadores, questi raccoglitori che ogni giorno frugano tra il sudiciume e la spazzatura alla ricerca di materiale riciclabile a Gramacho Jardim, la più grande discarica del mondo che si trova nella periferia abbandonata di Rio de Janeiro.

Lunedì scorso, finita la trasmissione in radio, ci vengono a prendere quelli dell'ayuntamiento comunal e prima di dirigerci alla spiaggia per pranzare, passiamo all'Hotel a recuperare il produttore inglese e lo staff del festival formato da una canadese, una francese e un messicano, tutti e tre di stanza a Città del Messico. Viaggiamo a bordo di un Suv, una delle auto più sospette da queste parti, e siamo in otto, in troppi per passare inosservati, tant'è che nel nostro tragitto per la Entrega veniamo fermati da un blocco di marinos nei pressi del Sector Naval Militar di Santa Cruz. Ci chiedono di scendere dal veicolo e di metterci al lato della carretera. Uno dei marinos ci fa delle foto, Pepe gli intima di smettere, gli dice che per farlo ha bisogno di un permesso. In tutta risposta il capitano ci chiede se abbiamo armi a bordo. Pepe aspetta un po' a rispondere, lo guardo, è encabronadisimo, gli chiede di poter vedere il tesserino di riconoscimento. È un testa a testa. L'ispezione del Suv dura dieci minuti, il sole picchia sui nostri capi, i volti sono imperlati di sudore, io sogno una Pacifico ghiacciata. Quando infine ci lasciano andare, tiriamo tutti un sospiro di sollievo e in pochi minuti raggiungiamo il ristorante La langosta gorda, uno degli sponsor.

Ci sediamo in modo che io possa avere di fronte il co-produttore per l'intervista che abbiamo accordato. Peter Martin avrà si e no 38 anni, di bell'aspetto, longilineo, ha il classico volto e portamento dell'artista inglese, sciolto, sobrio, attento. È nato a Liverpool, mi racconta, ma ha vissuto aaanni a Londra. Di recente si è trasferito a Los Angeles perché dopo la candidatura all'Oscar per Waste Land, nel febbraio scorso, lo vogliono tutti. È sul punto di ripartire per il Brasile dove girerà un altro documentario. È uno forte, si capisce subito. Scopro che ha iniziato la carriera come giornalista musicale, proprio come me. Mi racconta del documentario, di come ha cambiato mille facce lungo la lavorazione. Siamo entrambi d'accordo che Il discorso del re sia un film sopravvalutato, non meritevole di tutti quegli Oscar. Entrambi avremmo voluto vedere sul podio Christopher Nolan per il meraviglioso Inception. Gli spiego la teoria del tempismo con Shutter Island e ottengo la sua più totale attenzione. Siamo perfettamente allineati. 

A quel punto iniziamo a spettegolare di questo e quell'attore, mi racconta di quei due che si sono lasciati e lei si è messa con James Bond, di quell'attrice che si fa regolarmente tutti i macchinisti, elettricisti e tecnici dei film di cui è protagonista perché ha un debole per gli uomini in tenuta da lavoro, e di quell'altra invece che è stata con tutti i suoi partner di set da quando ha raggiunto la maggiore età...  Solo dopo aver bevuto un Mezcal, a fine pranzo, gli faccio la domanda che mi tenevo da parte da ore: "per caso sei parente di Chris Martin?" Lui mi guarda sorpreso e fa sì con la testa. "Ho un aneddoto divertente sui Coldplay..." gli dico ma non mi lascia neanche iniziare a raccontare l'episodio. Mi dice di avere lui una cosa da raccontarmi sul conto del suo lontano cugino, ma prima mi chiede di spegnere il registratore. CLICK.

La proiezione di Waste Land (Reino de basura)
nel Teatro del mar di Santa Cruz
- lunedì 11 aprile 2011 -
Miss Loto, Peter Martin e lo staff di Ambulante
a Casa Mayor, al termine della proiezione

lunedì 4 aprile 2011

Up In The Air

Venerdì scorso all'aeroporto internazionale Hux si è celebrato l'evento dell'anno: l'arrivo del primo volo di Viva Aerobús, la nuova linea aerea economica (stile Ryan Air) che collega questo piccolo pueblo con tre pescatori e un cane a Città del Messico. Ovviamente tutte le personalità politiche, Mr. Handsome in testa, nonché tutta la prensa dello stato di Oaxaca - compresi io, il negro e altri colleghi di qui - erano presenti all'evento, sebbene io fossi andata esclusivamente in veste di autista.

Alle 6.30pm, quando dal ristorante dove ero seduta in compagnia di un costruttore di Juchitán giunto lì per affari, abbiamo sentito l'inconfondibile suono dell'atterraggio, ero già entrata in un'altra dimensione con l'amico Ángel. Era da un paio di ore infatti che si parlava di cinema. Lui, un signore sui 45 anni dalla faccia simpatica, gli occhi brillanti, il sorriso sincero, non appena ha saputo che lavoravo nel cinema come giornalista ha intavolato un discorso sulla settima arte in cui mi spiegava il suo amore per Fritz Lang, Pier Paolo Pasolini e François Truffaut (chiedendomi ogni volta come si pronunciassero); mi narrava dei film che gli avevano cambiato la vita, di come facesse un lavoro regolare e avesse questa grande passione per il cinema. "Da quando ero piccolo, appena potevo scappavo in un cinematografo a perdermi nel grande schermo". Gli mostro la mia foto con Al Pacino e lui, quasi commosso, mi dice di aver profondamente amato il personaggio di "Sonny" in Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet. Poi mi guarda felice, come un bambino che ha appena ricevuto un regalo, e mi ringrazia. "Non ho mai trovato nessuno con cui parlare di cinema in questa maniera". Subito dopo, indicandomi il libro che avevo notato appoggiato sul tavolo mi racconta di quella volta in cui è stato in Bolivia a vedere la stanza in cui fu ucciso Che Guevara. Senza alcun imbarazzo mi rivela di essersi messo a piangere nel vedere la lastra di pietra sulla quale fu fotografato il corpo senza vita del Che. A quel punto ci raggiunge il negro che ha finito il suo giro di interviste. Quando faccio per salutare Ángel lui mi dona il suo libro. El cuaderno verde del Che, con le poesie di Pablo Neruda, Nicolás Guillén, César Vallejo e León Felipe che Ernesto Guevara de la Serna si era annotato in un quaderno verde che portava sempre con sé. Commossa, gli chiedo di scrivermi una dedica. Lo abbraccio ed entro nella parte dell'autista, quella che ha fretta di tornare a casa per preparare la cena al marito che l'aspetta. Solo più tardi, dopo aver cucinato, riesco a leggere la dedica che mi ha fatto. "Sentados en este aeropuerto viajamos en este avión llamado cine con palomitas incluidas nos encontramos con la poesía y la música y a este personaje excepcional llamado Che". Firmato, Ángel.

Se tutti gli uomini del mondo fossero come gli uomini illuminati di Juchitán, sono sicura che il mondo sarebbe un posto migliore.